Freddie, Charlie e la Riviera Vodese (parte 2).

Una scelta più che azzeccata quella del cambio di classe: la prima classe si fa onore. Saliamo sul treno GoldenPass Classic e, non appena varcata la soglia della carrozza, veniamo accolti da un meraviglioso ambiente in stile Belle Époque. Ricordiamo che, la prima tappa del mio piccolo viaggio ha portato Pascal e me da Berna al grazioso villaggio di Gstaad.

Rimango letteralmente a bocca aperta: morbidi sedili imbottiti ricoperti da una preziosa stoffa verde decorata con bellissimi motivi, un soffitto a cassettoni in legno e portabagagli similoro. Mi siedo e per le due ore seguenti da Gstaad a Montreux mi sento come una regina sul trono.

Come se non bastasse, chi lo desidera può ordinare un piatto di formaggi e salumi locali. Approfittiamo ovviamente del servizio e ci gustiamo queste raffinate specialità ammirando le Alpi baciate dal sole.

Va detto comunque che sul treno Classic anche la 2ª classe è un piacere per gli occhi e non ha nulla da invidiare alla 1ª. Certo, non ci sono maestosi sedili imbottiti, ma anche le panche di legno ricoperte di cuscini e le deliziose lampade sul lato finestrino rendono la carrozza molto graziosa.

Gita con il biglietto per accompagnatore.

In viaggio insieme a un prezzo conveniente: dal 27 febbraio al 21 maggio 2017 è disponibile il biglietto per accompagnatore. Ad esempio, se si è in possesso di un AG o una carta giornaliera è possibile portare in gita sul treno un accompagnatore, a soli 38 franchi. Su biglietto per accompagnatore trovate tante altre idee per il tempo Libero.

 

Chi non vuole partire da Gstaad alle 11.37 perché è troppo presto o preferisce altri orari, può prendere il GoldenPass Panoramic. Questo treno color oro è contraddistinto da grandi finestre panoramiche, che offrono ai passeggeri una vista circolare.

Pagando un piccolo sovrapprezzo, è possibile accomodarsi nei posti VIP nello scompartimento superiore in testa al treno per un panorama ancora più mozzafiato.

 

Inverno, primavere ed estate: tutto in poche ore.

Ci stiamo avvicinando a Montreux e appena usciamo dalle numerose gallerie nei pressi di Les Avants, il paesaggio cambia improvvisamente. Se finora erano state le Alpi, scure foreste e paesini di montagna a dominare l’orizzonte, adesso sembra quasi di essere stati catapultati nel Sud e l’aria è invasa da un’atmosfera mediterranea. In lontananza il lago Lemano scintilla al sole, dietro di lui si ergono maestose le Alpi francesi.

Mi gusto gli ultimi chilometri da regina, prima di scendere a Montreux per andare finalmente alla scoperta della famosa Riviera Vodese. Arrivati in stazione, però, cambiamo programma su due piedi. Davanti a noi la ferrovia a cremagliera «Marmottes Paradis», con le sue inconfondibili marmotte dipinte, sta per partire per la scalata dei Rochers-de-Naye: un’offerta troppo invitante.

Per i «montreusien» questa montagna è come il Gurten per i bernesi o l’Üetliberg per gli zurighesi. Saliamo in fretta sul trenino e in men che non si dica partiamo. In poco meno di un’ora, la ferrovia a cremagliera si arrampica sulle ripide pendici della montagna fino ad arrivare a oltre 2000 metri sopra al lago Lemano. I sedili non sono proprio comodi come quelli del nostalgico GoldenPass Classic, ma la straordinaria vista sul lago e sulle Alpi compensa egregiamente. Il treno traballa, cigola e arranca; sale a passo d’uomo, addentrandosi progressivamente in un pittoresco paesaggio montano e sprofondando sempre più nella neve.

La ferrovia a cremagliera circola tutto l’anno; metà-prezzo, AG e carta Junior sono validi.

Nel nostro viaggio verso la vetta, passiamo accanto alla «Buvette de Jaman», che al contempo è anche una fermata. Qui c’è un piccolo punto ristoro direttamente in stazione. Panche e tavoli sono così vicini ai binari, che dal treno si potrebbero quasi rubare salumi, pane e formaggio dai piatti. Sciatori ed escursionisti si fermano qui per concludere piacevolmente la giornata o per fare una pausa.

Dopo quasi un’ora di viaggio raggiungiamo la vetta, completamente immersa nella neve. La montagna dei «montreusien» oggi è invasa dagli sciatori. Soprattutto i bambini scorrazzano per di qua. D’altronde, è così comodo: dopo la scuola in un attimo sono su e si fanno un paio di giri sulla neve lontano dalla confusione. Un ottimo rimedio contro la noia.

Chi d’inverno non scia, viene per godersi lo splendido panorama. Da qui la forma «a gipfel» del lago Lemano si riconosce subito. Un paesaggio davvero mozzafiato. Nelle giornate serene come oggi si ha una magnifica vista circolare sulle Alpi bernesi, vallesane e savoiarde dominate dal Monte Bianco. E se il cielo è perfettamente limpido, si può addirittura scorgere il Jet d’Eau di Ginevra.

Pascal è perfettamente a suo agio: la cosa non sorprende visto lo scenario strepitoso. Io, invece, lotto con la paura dell’altezza e mi aggrappo come una scimmietta alla ringhiera di protezione.

La vista migliore la offre la piattaforma del ristorante panoramico «Plein Roc» (aperto da maggio), situato sulla parete rocciosa dietro la vetta e accessibile attraverso una lunga galleria scavata nella montagna. Per arrivarci basta seguire le frecce per terra dalla stazione ferroviaria.

Gite primaverili ed estive: consigli per le famiglie.

I Rochers-de-Naye sono una destinazione molto amata sia dagli escursionisti che da chi cerca una piccola parentesi di relax, d’estate come d’inverno. Per le attività da fare sui Rochers c’è l’imbarazzo della scelta:

  • Passeggiate: i Rochers-de-Naye sono il punto di partenza di diversi itinerari escursionistici, come ad esempio i percorsi 18 e 19 dei Sentieri Svizzeri. Dalla stazione di Montreux è inoltre possibile raggiungere diversi sentieri molto amati, che da Les Avants o Les Cases salgono su per la montagna.
  • Giri in mountainbike o in bici: con la mountainbike vi consigliamo il giro da Les Paccots a Montreux (itinerario n. 14), mentre a chi vuole prendere la bici quello da Montbovon ad Aigle.
  • Arrampicata: attenzione, solo per scalatori esperti! La Via Ferrata con strapiombi verticali e ponti sospesi richiede nervi ben saldi ed è riservata agli sportivi. Il percorso è accessibile partendo dalla fermata di Jaman e passando dal Col de Bonaudon, dopodiché è sufficiente seguire i cartelli Via Ferrata. L’attrezzatura per l’arrampicata può essere noleggiata alla stazione di Glion o nei negozi di sport a Vevey e Montreux.
  • Alla scoperta delle marmotte: i Rochers sono un paradiso per le marmotte. Nel centro informativo didattico, i visitatori possono scoprire in modo ludico e interattivo undici specie di marmotte provenienti da ogni angolo del mondo. I roditori possono essere osservati attraverso delle finestre mentre una telecamera consente di vedere dentro la loro tana.
  • Erbe alpine: nel giardino botanico alpino «La Rambertia» è possibile ammirare oltre 1000 diverse piante alpine (da giugno a ottobre).
  • Soggiornare sul posto: chi lo desidera può anche fermarsi a dormire sui Rochers. Si può optare per le sobrie camere dell’hotel locale o per un’esperienza a più diretto contatto con la natura, dormendo in vere e proprie yurte mongole.
  • Se ritenete che tutto questo sia troppo sportivo o faticoso per voi, potete anche solo salire ad ammirare il panorama, schiacciare un pisolino sulla terrazza o ammirare i deltaplani e i parapendii librarsi in volo.

Palme, pizza e una star.

Si è fatto pomeriggio e Pascal ed io siamo finalmente arrivati sulla Riviera Vodese. La discesa di un’ora dai Rochers è andata un po’ per le lunghe e non abbiamo ancora mangiato niente. Il nostro stomaco brontola. Sul lungolago che si estende da Lutry a Villeneuve ci sono moltissimi bar, ristoranti e altre possibilità per fermarsi e lasciarsi avvolgere dall’atmosfera mediterranea. Ci uniamo così ad altre lucertole già intente a godersi il tepore del sole e ci gustiamo un ottimo pranzo sulla terrazza del ristorante Molino, in una posizione esclusiva con vista lago. Pascal si concede una pizza cotta nel forno a legna, grande come la ruota di un carro, mentre io ordino un’insalata con verdure alla griglia. Tutto molto buono, da provare.

Sulla Riviera, circondati da palme, acqua e – grazie alla giornata fortunata – sole, ci si crederebbe quasi in Ticino o in Italia. Attorno a noi sono tutti rilassati, passeggiano tranquilli sul lungolago e assaporano il calore dei primi raggi di primavera. D’un tratto mi sembra di essere in vacanza. Come su ogni lungolago del Paese, ovviamente anche a Montreux alla gente piace guardare e mettersi in mostra.

Camminando incontriamo anche Freddie. Il cantante del leggendario gruppo dei «Queen» ha vissuto a Montreux e registrato alcune canzoni nel suo studio qui in città. La statua commemorativa di bronzo di Freddie Mercury si trova sul lungolago. È meta di pellegrinaggio per i fan e un’attrazione per i turisti.

Lungo la Riviera troneggiano vari hotel di lusso: ci sono alberghi famosi come il Grand Hôtel Suisse Majestic e l’Eden Palace au Lac, entrambi in stile Belle Époque, ma anche l’Hotel du Grand Lac Excelsior, un albergo in stile Art Nouveau. Sono collocati in posizione preminente. Chi soggiorna in una delle loro stanze, la mattina può aprire gli occhi e godersi una bellissima vista su lago, montagne e palme. Un risveglio così almeno una volta me lo voglio concedere. E subito lo aggiungo alla mia lista delle cose da fare.

Un viaggio nel medioevo.

Pascal scalpita, la luce del tardo pomeriggio è perfetta per fare foto. La nostra meta è il castello di Chillon, nel Comune di Veytaux. Prendiamo l’autobus alla fermata Marché e in circa 7 minuti arriviamo a destinazione. Il castello di Chillon è raggiungibile da diverse fermate a Montreux, l’importante è scendere a Veytaux, Château de Chillon.

Una volta arrivati occorre camminare per qualche minuto prima di arrivare giù al lago e poter ammirare in tutto il suo splendore il monumento storico più visitato della Svizzera. Se i racconti, gli opuscoli e le foto viste in rete ci avevano creato grandi aspettative, il castello ne è decisamente all’altezza.

Excursus storico: questo affascinante castello, edificato su un isolotto roccioso, risale al XII secolo. Grazie alla sua posizione, il castello, in origine appartenente ai conti di Savoia, godeva di una difesa naturale ed era un importante punto strategico per controllare il passaggio tra l’Europa settentrionale e meridionale. Nel XVI secolo i bernesi conquistarono il Vaud e con esso il castello di Chillon. Successivamente, il castello divenne di proprietà statale e passò nella mani del nuovo Cantone di Vaud. Più tardi fu usato come deposito di armi e munizioni e come prigione cantonale. Divenne famoso grazie alla poesia del poeta inglese Lord Byron.

Il castello può essere visitato quasi ogni giorno, con o senza guida. Per chi desidera scoprire di più sul castello è consigliabile la visita guidata. Le possibilità sono diverse: un viaggio nel Medioevo, una visita guidata approfondita sul castello con degustazione di vini, una visita con workshop o un’esperienza audiovisiva. Per i bambini c’è un percorso con una piccola mappa del tesoro. Inoltre, nel castello si tengono regolarmente esposizioni ed eventi culturali.

Purtroppo non abbiamo fatto in tempo a visitarlo. Vorreste saperne di più sulle volte sotterranee, i cortili, la cappella e i sistemi di difesa del castello? Allora dovete assolutamente andare a Montreux. Personalmente, devo dire che l’atmosfera attorno al castello mi è proprio piaciuta. Un velo di mistero circonda la zona e al tramonto, con l’affievolirsi della luce, il castello sprofonda in un’atmosfera mistica.

Pascal è felicissimo di essere al posto giusto al momento giusto e scatta un paio di magnifiche fotografie. Romantico questo tramonto, non trovate?

Dopo aver fatto il pieno di lago, montagna e castelli, si può continuare a godersi Montreux e la regione circostante in molti altri modi. Ecco un paio di consigli:

  • Passeggiare tra i vigneti del Lavaux: queste terrazze viticole dichiarate patrimonio mondiale dell’UNESCO si estendono tra Losanna e Chillon e meritano di essere esplorate. Lungo i sentieri si trovano innumerevoli cantine. Visitare il Lavaux è un’esperienza straordinaria, come ci racconta la nostra blogger funambuline. Ecco il suo post (in tedesco).
  • Scoprire la riserva naturale «Les Grangettes» (informazioni in francese) a piedi o in bici: questa riserva naturale è nota per le numerose specie di uccelli e animali che la popolano, come ad esempio aironi, martin pescatore, castori e vari uccelli migratori. È possibile scegliere tra tre percorsi segnalati accessibili a tutti di 30, 60 e 90 minuti.
  • Muoversi al ritmo del Montreux Jazz Festival: ogni anno, a luglio, per 16 giorni Montreux ospita il famoso festival jazz, che riunisce la crème del panorama musicale.
  • Vista a 360° dalla torre panoramica Plein Ciel: prendendo un ascensore panoramico, si arriva in cima alla torre della televisione sul Mont-Pèlerin. Si raggiunge in un’ora dalla stazione a valle della funicolare Vevey–Mont-Pèlerin.
  • Riscoprire l’uomo con la bombetta al «Chaplins World by Grévin»: un museo interattivo per i fan di Charlie Chaplin. Sul lungolago si erge una sua statua di bronzo in memoria del periodo che trascorse a Vevey.
  • Un viaggio in oriente: la galleria d’arte «Galerie du Palais Oriental» ospita le opere di diversi artisti. A fianco c’è un ristorante che propone specialità iraniane, libanesi e marocchine.
  • Queen, the Studio Experience: non solo per i fan dei Queen. Nel piccolo museo sono esposte memorabilia della vita di Freddie Mercury e dei Queen. Ai Mountain Studios di Montreux il gruppo ha inciso molti dei suoi album più famosi. A Freddie è dedicata anche una statua sul lungolago.
  • Centro storico di Montreux: un luogo idilliaco vicino al lungolago, con un’architettura degna di nota, graziosi vicoli, case storiche ed eleganti caffè. Attenzione, è in pendenza e c’è da salire!
  • Giro sul Treno del cioccolato: un viaggio in 1a classe da Montreux che vi condurrà al caseificio dimostrativo «La Maison du Gruyère», dove vi saranno rivelati tutti i segreti della fabbricazione del celebre formaggio gruviera. In seguito potrete passeggiare nel borgo medioevale di Gruyères, con la possibilità di visitare il castello. Infine, Il Treno del cioccolato vi condurrà alla «Maison Cailler» a Broc, dove scoprirete tutti i segreti della produzione del cioccolato e potrete deliziarvi con una ricca degustazione.
  • Giro sul Treno del formaggio: viaggio da Montreux a Zwisimmen o Château-d’Oex, dove potrete vedere come viene prodotto il formaggio. A seguire, una fondue.

È ora di rientrare. Pascal ed io ci mettiamo comodi per l’ultimo viaggio in treno di oggi: siamo stanchi ma felici e con gli occhi pieni della bellezza di questa regione.

Avete già viaggiato con un biglietto per accompagnatore? Se sì, con chi siete partiti e dove siete andati? Sarò felice di leggere i vostri commenti.

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